venerdì 29 febbraio 2008

Il ruggito del leone...

Era tempo che non vedevo la squadra così. Era tempo, se mai c'è stato, che non vedevo "leoni" in campo.
Molte parole sono state spese in vari articoli in questi giorni, semmai parole che hanno sottolineato aspetti riprorevoli della partita, ma nessuno ha parlato di quello che si è visto in campo, di quello che le giocatrici delle due squadre sono state capaci di fare.
La partita è stata "maschia"(non me ne vogliano le calciatrici per questo aggettivo), è stata quella partita che ti ha tenuto in tensione per tutti i 90', senza mancare di colpi da giocolieri di molte delle giocatrici in campo e di gladiatori che hanno espanso i polmoni ed il cuore per raggiungere l'obiettivo: la vittoria.
La partita nel primo tempo ha visto giocare la Domina con molto possesso palla e trame di gioco interessanti, al di là del goal, mentre l'Acese si produceva in azioni di contropiede pericolose.
Ho visto alcune mie giocatrici correre e prodursi in azioni di gioco finalmete all'altezza della propria bravura e capacità.
Il secondo tempo è stato un continuo attacco della squadra avversaria che con un uomo in più ci teneva alle strette, ma lì, in quei 45' interminabili si sono visti 11 leoni che non hanno mai mollato la presa e hanno combattuto fino alla fine. Un assedio di 45' senza mai che l'avversario fosse stato capace di rendersi effettivamente pericoloso (cosa che aveva ben fatto nel primo tempo).
Ora spero soltanto che tutti non cadiamo nell'errore del girone di andata, appunto proprio dopo la vittoria con l'Acese in casa, credendo di aver fatto il più. Oggi c'è la consapevolezza che la partita di domenica prossima, in casa, sarà ancora più difficile, perchè oltre all'avversario dovremo giocare anche contro noi stessi.
Sono sicuro che il leone ruggirà ancora e affilerà i denti anche per la prossima trasferta con il Montaquila per una partita che avrà il sapore di una domenica da leoni!

FORZA DOMINA!!!

sabato 19 gennaio 2008

Il calcio a modo loro...!!!!


Mi chiedo qualche volta, quando vedo il calcio oggi come si è trasformato, se sono un fortunato o uno sfortunato. Avevo 6 anni quando tanti ragazzotti con la maglia azzura nell' 86 festeggiavano il loro primo scudetto, ed io per le strade, tutto in tinta con il resto della città, del mare e del cielo, urlavo e festeggiavo qualcosa che appena comprendevo.

Ricordo il fermento della gente, le trasmissioni tv e che da tutta Italia, sembrava che un miracolo si fosse compiuto: certo era solo una sensazione, ma era bella!

Ricordo ad uno ad uno le facce, i volti di tutti quei ragazzi che in utto quel campionato erano riusciti a vincere su tutti i campi d'Italia, e che tutti, insieme a quel GENIO credevano ogni giorno di potercela fare.

Ricordo negli anni successivi che quello che poi mi ha fatto appassionare a questo gioco, era vedere tutti quei CAMPIONI nelle squadre di serie A: quei CAMPIONI che facevano grandi le loro squadre e a cui i tifosi si abbracciavano ogni domenica e che, con il loro esempio, trasmettevano sapienza, sicurezza, professionalità ed insegnamento ai più giovani.

Ricordo un Baresi, Tassotti, Ferrara, Maldini, Zenga, Donadoni, Zola, lo zio Bergomi, Baggio, Signori...ed altri forse meno ricordati che per me erano CAMPIONI lo stesso come Costacurta, Casiraghi, Albertini, De Napoli, Giordano, Carnevale, Pagliuca, Sebastiano Rossi , Galli, Bagni,.

Per me tutti CAMPIONI. Tutta gente che oggi mi chiedo, nel calcio di oggi quanto avrebbe dovuto guadagnare, tutta gente che per me ha fatto il calcio degli ultimi 25 anni e che verrà ricordata molto di più di tanti ragazzi bravi di oggi.

Il calcio a modo loro era giocare e divertirsi, sacrificarsi e "lottare" per i colori che portavano indosso, perchè ci credevano. Bhè io sono cresciuto pensando e credendo anche in loro, nel loro modo di "divertirsi".

La paura è che giocatori come loro non torneranno più e che molti non riusciranno a vivere quello che ho vissuto io.

Quando a fine stagione Paolo Maldini lascierà il calcio giocato, sarà l'ultimo mio ricordo di un calcio andato...l'ultimo mio ricordo di quando ero bambino e giravo per le strade vestito del mare e del cielo.

Spero di poter riuscire a trasmettere parte di queste emozioni alle persone che incontro ogni giorno sui campi di calcio, sui quei campi di calcio che ho scelto di solcare anche per fare questo.

Mi scusino MARADONA, PLATINI, VAN BASTEN, GULLIT. Voi siete eterni, perchè non sarete mai ricopiabili.